PREMIAZIONE CONCORSO “POETARE L’ARTE DI GIANMARIA POTENZA”

15 ottobre 2026

EVENTO COLLATERALE DELLA MOSTRA GIANMARIA POTENZA. IO, VENEZIA. FORMA, LUCE, MATERIA DAL 3 OTTOBRE AL 22 NOVEMBRE 2026 A CA’ PESARO – GALLERIA INTERNAZIONALE D’ARTE MODERNA DI VENEZIA

Angelica Nicole Ricca è la vincitrice del bando Poetare l’arte di Gianmaria Potenza, con il testo poetico intitolato Dalle Mani. 

Il concorso, rivolto a poeti e poetesse under 36, invitava i partecipanti a tradurre l’immaginario artistico delle opere di Gianmaria Potenza in testi poetici inediti e originali in lingua italiana. La risposta è stata significativa, con 68 candidature valide provenienti da tutta Italia e dall’estero. 

Dato l’elevato numero di partecipanti, la giuria – composta da Gianmaria Potenza, Enzo Santese (critico d’arte, scrittore e poeta), Francesca Brandes (saggista e poetessa), Sabrina de Canio (poetessa e traduttrice) e Arianna Silvestrini (comitato editoriale di Wetlands Books) – si è riunita in due sedute, decidendo infine di premiare il testo di Ricca per la capacità di trasformare l’incontro con l’opera di Gianmaria Potenza in un’autentica esperienza poetica e conoscitiva. Con una scrittura rigorosa, la composizione attraversa il rapporto tra ordine e smarrimento, misura e incalcolabile, facendo della geometria non una forma conclusa, ma il luogo in cui la materia, il corpo e il riflesso si aprono all’imprevisto. Attraverso una sapiente concatenazione di concetti, Ricca crea un moto circolare che parte dall’alba e all’alba ritorna, indicando un percorso esperienziale che l’essere umano compie, raggiungendo il punto estremo in cui le mani non possono più servire per misurare l’“oltre”. In quest’orbita concettuale, le mani si presentano come entità intelligenti e “senzienti” perché compiono un atto di fede nei confronti delle dita, strumenti dell’essere umano quando vuol relazionarsi con la realtà circostante o con le astrazioni del pensiero. 

Angelica Nicole Ricca (2002), lavora nella progettazione e produzione culturale, con particolare attenzione ai linguaggi performativi e alla costruzione narrativa. Ha una formazione interdisciplinare tra comunicazione, scienze politiche, filosofia e spettacolo dal vivo. La scrittura, e in particolare la poesia, rappresenta per lei uno spazio intimo di ricerca e osservazione, che con questa occasione sceglie di condividere pubblicamente.

Francesco Scardino si aggiudica il secondo posto per l’originalità della trasfigurazione poetica dell’opera di Gianmaria Potenza, in cui materia, riflesso e transitorietà convergono in una meditazione sulla morte e sulla possibilità della parola. La composizione, sostenuta da una notevole densità simbolica, lascia trasparire varie possibilità interpretative: innanzitutto, l’idea che la poesia nasca dalla realtà del vuoto, dell’horror vacui, superato dal movimento delle penne, che puntualmente registrano lo stato d’animo dell’autore. È una poesia dal ritmo sostenuto e musicalità tenue, che rivela una consuetudine con il lavoro di costruzione personale, attenta alle minime vibrazioni prodotte dalla parola.

Francesco Scardino (1991), dottore in fisica teorica presso l’Università di Roma “La Sapienza”, scrive da sempre ma solo di recente ha iniziato a trascrivere e organizzare il lavoro accumulato. La formazione scientifica entra nella lingua facendo nascere tre raccolte distinte per architettura e materia: una sull’amore e la sua fine, costruita per filo tematico anziché cronologico; una sul lutto; una terza, più recente, ancora in corso.

Gerardo Auria si classifica invece al terzo posto con il testo Residuo, nato da un serio lavoro di sottrazione, alla soglia della dissoluzione, che riduce lo slancio comunicativo a elemento “residuale” della comunicazione, trasformando frattura e vuoto in materia poetica. La versificazione, franta in più punti, lascia trasparire una piena adesione al tratto significante di un vuoto creato dalla parola, che sfuma in un suono appena percettibile. Il testo è emerso per la modalità espressiva, lontana dalla ridondanza verbale e pienamente inserita in una tensione ermetica, un testo concettualmente rigoroso, capace di dialogare con l’opera di Gianmaria Potenza attraverso una dialettica tra forma e assenza, affidando al lettore la riattivazione del significato.

Gerardo Auria (2001) è laureato in Lettere e Filologia Moderna, con una formazione incentrata sulla letteratura e la spiritualità medievale. Affianca alla ricerca accademica la scrittura creativa e l’attività performativa, partecipando a convegni, progetti culturali e produzioni teatrali. La sua ricerca intreccia filologia, memoria letteraria, corpo, linguaggio e sperimentazione contemporanea.

Foto di Marco Peruzzo

La giuria ha inoltre deciso di assegnare quattro menzioni speciali a: Gabriele Garofalo con il testo Astro in cui materia, colore, luce e storia si intrecciano in una visione profondamente sensoriale, capace di trasformare l’opera d’arte in esperienza poetica e meraviglia. Valentina Gheza con Mondi Liquidi in cui costruisce, attraverso immagini corporee e sensoriali, la metafora di una solitudine contemporanea, restituendo alla materia dell’opera una nuova dimensione poetica, Szimona Panyi con Il memoriale del Sole in cui la quotidianità veneziana, tra lavoro, gesti e ritmi contemporanei, si intreccia con lo sguardo silenzioso del Sole. Infine, Pier Lorenzo Pisano con un testo che pone al centro la figura poetica del Sole, il quale diventa origine dello sguardo e, attraverso la geometria e la materia, si frammenta e si ricompone in una Venezia che “ammaestra la luce”.

CERIMONIA DI PREMIAZIONE

I progetti vincitori e le menzioni speciali saranno presentati al pubblico  alla cerimonia di premiazione che si terrà il 15 ottobre 2026 a Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia. 

Altri Eventi

3 ottobre - 22 novembre 2026
4 maggio - 6 settembre 2026
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